Tempi per la portabilità del numero mobile

Quanto tempo ci vuole per cambiare operatore?

La prima domanda che l’utente si pone quando vuole cambiare operatore è probabilmente: quanto tempo ci vorrà?

Questo perché il disagio legato al “cambio operatore” potrebbe essere notevole. I disservizi connessi potrebbero arrecare notevoli danni al cliente (si pensi ai casi in cui l’utente utilizza frequentemente il telefono per lavoro).

Fortunatamente ad oggi la disciplina sulla portabilità è stata oggetto di specifica regolamentazione.

Si sottolinea che esistono differenti normative a seconda se si tratti di NUMERO FISSO ovvero di NUMERO MOBILE.

In questo articolo tratteremo l’ipotesi della Portabilità del numero mobile (ossia del telefonino).

La portabilità del numero mobile, meglio detta  “mobile number portability – MNP”, è quella procedura che permette al cliente di cambiare l’operatore telefonico e mantenere, nello stesso tempo, lo stesso numero del telefono.

In passato tale possibilità era preclusa. Proprio per tale motivo l’utente era disincentivato a cambiare operatore, con “buona pace” della libera concorrenza.

La procedura di portabilità prevede due soggetti:

  • l’operatore ricevente (recipient): ossia il nuovo operatore;
  • l’operatore cedente (donating): ossia il vecchio operatore;

La procedura prevede questi passaggi:

  1. L’utente chiama il nuovo operatore per chiedergli di “trasferirsi” presso di lui;
  2. Il Recipient (l’operatore ricevente) raccoglie tutti i dati del cliente e la documentazione necessaria;
  3. Lo stesso Recipient provvede a comunicare il “passaggio” al vecchio operatore (donating);
  4. Il cliente passa al nuovo operatore.

In tal senso è possibile distinguere due periodi distinti:

Periodo di attivazione: inizia con la richiesta della prestazione di MNP da parte del cliente  (fase 1) e termina con l’attivazione della prestazione (fase 4).

Periodo di realizzazione: periodo che inizia con l’invio da parte dell’operatore Recipient della richiesta di portabilità (fase 3) e termina con l’attivazione della prestazione (fase 4).

Fatta questa premessa, vediamo i tempi massimi previsti per concludere la procedura di portabilità.

 

Tempi portabilità: fino al 31 marzo 2012

Per tutte le portabilità avvenute prima del 31 marzo 2012, la normativa di riferimento era la delibera n. 78/08/CIR.

In tale provvedimento si prevedeva che il “periodo di realizzazione” (vedi sopra) doveva essere completato nel termine massimo di 3 giorni lavorativi.

La portabilità doveva essere effettuata entro 3 giorni, pena la corresponsione di un indennizzo per ogni giorno di ritardo.

 

Tempi portabilità: dal 31 marzo 2012

Viene introdotta, in ottemperanza della Direttiva Europea 2009/136/CE, la delibera n. 147/11/CIR. Tale provvedimento riduce ulteriormente i tempi previsti per la portabilità del numero.

In particolare tutta la procedura deve completarsi in un giorno lavorativo (periodo di attivazione).

D’altra parte, la stessa direttiva prevede un periodo di “esonero da responsabilità” per l’operatore nel caso in cui il ritardo sia limitato ad un solo ulteriore giorno lavorativo.

In altri termini, la compagnia telefonica deve completare la procedura di portabilità entro 1 giorno. Però, se lo fa entro 2 giorni, comunque non sono dovuti indennizzi.

Pertanto, l’indennizzo per il ritardo nella procedura di portabilità è dovuto dal 3 giorno in poi (si evidenzia che in tal caso verranno calcolati nel risarcimento anche i primi due giorni di ritardo).

Restiamo a vostra disposizione per ogni chiarimento.