CONTROVERSIA NUZZO / BT ITALIA S.P.A.



DELIBERA N. 15/12/CIR
DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA
NUZZO / BT ITALIA S.P.A.
(GU14 N. 1044/11)
L’AUTORITA’
NELLA sua riunione della Commissione per le Infrastrutture e le reti del 22 febbraio
2012;
VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, “Istituzione dell’AutoritĂ  per le garanzie nelle
comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”, in
particolare l’articolo1, comma 6, lettera a), n.14;
VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481, “Norme per la concorrenza e la
regolazione dei servizi di pubblica utilitĂ . Istituzione delle AutoritĂ  di regolazione dei
servizi di pubblica utilitĂ ”;
VISTO l’articolo 84 del decreto legislativo del 1 agosto 2003 n° 259 recante “Codice
delle comunicazioni elettroniche”;
VISTA la delibera n.173/07/CONS “Regolamento sulle procedure di risoluzione
delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti”;
VISTO il regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni, approvato con delibera n. 316/02/CONS del 9 ottobre
2002, e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA l’istanza del 19 ottobre 2011 acquisita al protocollo generale al n.
56557/11/NA con la quale il sig. Nuzzo ha chiesto l’intervento dell’Autorità per le
Garanzie nelle Comunicazioni per la definizione della controversia in essere con la societĂ 
BT Italia S.p.A.;
VISTA la nota dell’11 novembre 2011 prot. n. U/62672/11/NA con la quale la
Direzione tutela dei consumatori ha comunicato alle parti, ai sensi dell’articolo 15 del
summenzionato regolamento, l’avvio di un procedimento istruttorio finalizzato alla
definizione della deferita controversia, invitando le parti stesse a presentarsi all’udienza per
la discussione della controversia in data 12 gennaio 2012;
PRESO ATTO della mancata costituzione delle parti in sede di udienza;
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VISTI gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso
dell’istruttoria;
CONSIDERATO quanto segue:
I. Oggetto della controversia e risultanze istruttorie
Il sig. Nuzzo, intestatario dell’utenza telefonica n.0823.804xxx, contesta la
fatturazione indebita di importi emessa dalla societĂ  BT Italia S.p.A. a decorrere dal mese
di novembre 2009 a fronte di un servizio mai usufruito.
In particolare l’utente, nella propria istanza e nel corso dell’istruttoria, ha rappresentato che
nel mese di luglio 2009 richiedeva alla societĂ  BT Italia S.p.A. la fornitura del servizio
Adsl e del servizio di fonia mobile.
L’istante a causa dell’assenza di copertura del segnale provvedeva a propria cura e spese
alla restituzione delle schede telefoniche, attesa l’impossibilità di usufruire del servizio
mobile e nel contempo segnalava ripetutamente alla societĂ  BT Italia S.p.A. la mancata
attivazione del servizio Adsl.
La società BT Italia S.p.A., noncurante di quanto prontamente segnalato dall’istante, con le
fatture n. A2009-841442 del 13 novembre 2011, n.A2009-921816 del 13 dicembre 2009,
n.A2010-66457 del 13 gennaio 2010 addebitava importi inerenti a beni e servizi mai
erogati e quindi non usufruiti dall’istante.
A fronte della predetta fatturazione indebita e del mancato riscontro alle segnalazioni
telefoniche, l’istante in data 15 dicembre 2009 formalizzava la richiesta di cessazione del
contratto mediante raccomandata A.R., ricevuta dalla societĂ  BT Italia S.p.A. in data 24
dicembre 2009. Nonostante la predetta disdetta contrattuale, la societĂ  BT Italia S.p.A. in
data 13 febbraio 2010 fatturava l’importo di euro 488,16 nel conto n.2010-142390 e
successivamente mediante la societĂ  di recupero crediti Maran Credit Solution S.p.A.
inviava all’istante una diffida di pagamento per l’importo complessivo di euro 538,10.
Pertanto, l’istante ha richiesto l’azzeramento della posizione amministrativa contabile
riferita all’utenza in epigrafe, il rimborso dell’importo di euro 72,94 pagato per il servizio
radiomobile mai usufruito all’Agenzia delle Entrate in data 8 ottobre 2011, nonché il
rimborso delle spese procedurali.
La società BT Italia S.p.A., disattendendo l’avviso di convocazione per l’udienza di
discussione della controversia fissata per il giorno 12 gennaio 2012, non ha prodotto alcuna
memoria o documentazione difensiva nel termine previsto dall’articolo 16, comma 2, della
delibera n.173/07/CONS. Tuttavia, mediante l’invio per le vie brevi a mezzo email in data
10 gennaio 2012 la predetta societĂ  ha rappresentato di avere formulato una proposta
transattiva, che però è stata tempestivamente smentita dalla parte istante.
II. Motivi della decisione
All’esito delle risultanze istruttorie e alla luce di quanto prodotto dalla società BT Italia
S.p.A. si deve osservare quanto segue.
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La richiesta di pagamento delle fatture emesse dalla societĂ  BT Italia S.p.A. in
relazione alla fornitura del servizio Adsl e di rete mobile risulta infondata, in quanto a
fronte di quanto lamentato dall’istante relativamente all’impossibilità di usufruire dei
servizi richiesti, la societĂ  BT Italia S.p.A. avrebbe dovuto provare la regolare e continua
fornitura dei servizi richiesti ma mai erogati, anche alla luce dell’orientamento espresso
dalle Sezioni Unite della Suprema Corte (sentenza n.13533/01), secondo il quale “in tema
di prova dell’inadempimento di un’obbligazione, il creditore che agisce per la risoluzione
contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento deve solo provare la
fonte (negoziale o legale) del suo diritto, mentre il debitore convenuto è gravato dall’onere
della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento.
Anche nel caso in cui sia dedotto non l’inadempimento dell’obbligazione, ma il suo
inesatto adempimento, al creditore istante sarĂ  sufficiente la mera allegazione
dell’inesattezza dell’adempimento (anche per difformità rispetto al dovuto o anche per
tardività dell’adempimento) gravando ancora una volta sul debitore l’onere di dimostrare
l’avvenuto, esatto adempimento”.
Al riguardo, la societĂ  BT Italia S.p.A. avrebbe dovuto fornire la documentazione di
dettaglio del traffico generato dall’utenza in epigrafe, dimostrando la regolarità e continuità
nell’erogazione dei servizi richiesti, nonché avrebbe dovuto dimostrare la correttezza del
proprio operato, riscontrando da ultimo la richiesta di disdetta contrattuale.
RILEVATO che la societĂ  BT Italia S.p.A. non ha addotto alcuna motivazione
tecnico-giuridica relativamente alla mancata attivazione dei servizi richiesti e non a fornito
prova della dichiarazione di liberatoria nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, finalizzata
allo stralcio degli importi imputati a titolo di tassa di concessione governativa;
CONSIDERATO che, pertanto, dagli atti del procedimento non risulta giustificata la
fatturazione di tutti gli importi a decorrere dal mese di luglio 2009, anche in assenza
dell’informativa prevista dall’articolo 3 della delibera n.126/07/CONS;
RITENUTO, per quanto sopra esposto, di dover accogliere l’istanza di parte
limitatamente alla regolarizzazione della posizione amministrativa – contabile riferita
all’utenza in epigrafe, mediante lo storno degli importi fatturati allo stato pendenti, nonché
al rimborso dell’importo di euro 100,00 a titolo di spese procedurali, in considerazione
della mancata adesione della societĂ  BT Italia S.p.A. alla procedura conciliativa esperita
presso il Corecom Campania e per la presente procedura;
VISTA la proposta della Direzione Tutela dei Consumatori;
UDITA la relazione del Commissario Roberto Napoli, relatore ai sensi dell’articolo
29 del Regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento;
DELIBERA
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1. La società BT Italia S.p.A., in accoglimento dell’istanza formulata in data 19 ottobre
2011 dal sig. Nuzzo, è tenuta a procedere alla regolarizzazione della posizione
amministrativa – contabile inerente all’utenza in epigrafe, mediante lo storno degli importi
residui allo stato insoluti ed il ritiro delle attivitĂ  monitorie e/o gestionali di recupero
crediti.
2. La società BT Italia S.p.A. è tenuta, altresì, a corrispondere all’utente, mediante assegno
o bonifico bancario, le somme così liquidate:
i) euro 72,94 (settantadue/94) quale rimborso dell’importo pagato per il servizio
radiomobile all’Agenzia delle Entrate;
ii) euro 100,00 (cento/00) quale rimborso delle spese sostenute dall’utente stesso per
l’esperimento del tentativo di conciliazione e per lo svolgimento della presente procedura,
ai sensi dell’art. 19, comma 6, della delibera n. 173/07/CONS.
E’ fatta salva la possibilità per l’utente di richiedere in sede giurisdizionale il
risarcimento dell’eventuale ulteriore danno subito, come previsto dall’articolo 11 comma 4
della delibera n. 179/03/CSP.
Ai sensi dell’art. 19, comma 3, della delibera n.173/07/CONS il provvedimento di
definizione della controversia costituisce un ordine dell’Autorità ai sensi dell’articolo 98,
comma 11, del decreto legislativo 1 agosto 2003 n.259.
La presente delibera è notificata alle parti ed è pubblicata sul sito web dell’Autorità.
La società è tenuta, altresì, a comunicare a questa Autorità l’avvenuto adempimento
alla presente delibera entro il termine di 60 giorni dalla notifica della medesima.
Ai sensi dell’articolo 135, comma 1, let. b), del Codice del processo amministrativo,
approvato con d. l.vo 2 luglio 2010, n. 104, il presente atto può essere impugnato davanti al
Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in sede di giurisdizione esclusiva.
Ai sensi dell’articolo 119 del medesimo Codice il termine per ricorrere avverso il
presente provvedimento è di 60 giorni dalla notifica dello stesso.
Roma, 22 febbraio 2012
IL PRESIDENTE
Corrado Calabrò
IL COMMISSARIO RELATORE
Roberto Napoli
Per attestazione di conformitĂ  a quanto deliberato
IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Viola

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