Mancata attivazione servizio “Alter Ego”

Vodafone non attiva il servizio richiesto

La recente pronuncia del CoreCom  Abruzzese condanna Vodafone per non avere attivato come d’accordi il servizio “Alter Ego”.

Il servizio predetto consiste nell’avere sulla medesima sim contemporaneamente due numerazioni.

Nel caso di specie, Vodafone ometteva di attivare le numerazioni con un notevole danno per l’attività commerciale del cliente, il quale perdeva la possibilità di usare il numero storico collegato all’azienda.

Importante, la presa di posizione del Giudicante sull’onere della prova, che conferma quanto affermato dalle SS.UU. 13533/2011.

Il Giudice afferma che per provare l’inadempimento dell’obbligazione, il creditore che agisce deve solo provare la fonte negoziale o legale del suo diritto. Il debitore invece dovrà provare l’avvenuto adempimento. Stesso discorso anche nel caso di “inesattezza” dell’adempimento.

Pertanto Vodafone deve attivarsi per provare l’adempimento ovvero l’impossibilità di adempiere dovuta da causa a lui non imputabile (art. 1218 c.c.).

In tal senso, inoltre, l’art. 4 Delibera 179/03/CSP prevede l’obbligo di informare il cliente sulle modalità di attivazione del servizio, i tempi di attivazione, le motivazioni tecniche sulla mancata erogazione e via dicendo.

Precetto non rispettato dalla compagnia telefonica.

Pertanto, il Giudicante pronuncia provvedimento di condanna a carico di Vodafone.

Nel stesso provvedimento del CoreCom si prende in considerazione anche l’indennizzo per il malfunzionamento delle linee.

In questo caso, non avendo provveduto ad una contestazione scritta e considerato che dai documenti prodotti dalla compagnia telefonica la linea risulta essere “attiva” (in quanto viene generato del traffico telefonico), il Giudice ha disposto per il non riconoscimento del relativo indennizzo.

Anche senza l’indennizzo per il “malfunzionamento”, in ogni caso, è stata una gran vittoria per i consumatori, in quanto l’azienda si è vista riconoscere un indennizzo di oltre € 1.200.

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