CONTROVERSIA KOINEMA / BT ITALIA S.P.A.

BT Italia: rimborso per disdetta e servizio non usufruito

DELIBERA n. 49/13/CIR

DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA

KOINEMA / BT ITALIA S.P.A.

(GU14 n. 769/13)

L’AUTORITA’

NELLA sua riunione della Commissione per le Infrastrutture e le reti del 25 luglio

2013;

VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione dell’AutoritĂ  per le

garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e

radiotelevisivo”, in particolare l’articolo1, comma 6, lettera a), n.14;

VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante “Norme per la concorrenza e la

regolazione dei servizi di pubblica utilitĂ . Istituzione delle AutoritĂ  di regolazione dei

servizi di pubblica utilitĂ ”;

VISTO l’articolo 84 del decreto legislativo 1 agosto 2003 n. 259, recante “Codice

delle comunicazioni elettroniche”;

VISTA la delibera n.173/07/CONS, recante “Regolamento sulle procedure di

risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti” e

s.m.i.;

VISTO il regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento

dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, approvato con delibera

n. 223/12/CONS del 27 aprile 2012 e s.m.i.;

VISTA l’istanza del 24 maggio 2013, acquisita al protocollo generale al

n.27122/13/NA, con la quale la sig.ra Spina, in qualitĂ  di legale rappresentante pro

tempore della Koinema, ha chiesto l’intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle

Comunicazioni per la definizione della controversia in essere con la societĂ  BT Italia

S.p.A.;

VISTA la nota del 30 maggio 2013 prot. n. 28980/13/DIT, con la quale la Direzione

tutela dei consumatori ha comunicato alle parti, ai sensi dell’articolo 15 del

summenzionato regolamento, l’avvio di un procedimento istruttorio finalizzato alla

definizione della deferita controversia;

CONSIDERATO quanto segue:

 

I. Oggetto della controversia e risultanze istruttorie

La Koinema, in persona del legale rappresentante pro tempore sig.ra Spina, intestataria

dell’utenza telefonica n. 0735.586xxx, ha lamentato il mancato rimborso da parte della

società BT Italia S.p.A. dell’importo di euro 932,22 inerente al ripetuto pagamento di

quattro fatture, dell’importo di euro 183,92 relativo ai canoni telefonici fatturati nel

mese di aprile e di maggio 2012 a fronte di un servizio non piĂą usufruito in quanto

disdettato, nonché l’indebita fatturazione di importi successivi alla cessazione

contrattuale avvenuta nel mese di marzo 2012.

In particolare, in data 26 marzo 2012 l’istante sollecitava, a mezzo fax e poi a mezzo

email, il rimborso, già richiesto telefonicamente, dell’importo di euro 932,22 relativo

alle fatture n. A2010 – 783121, n. A2011 – 171747, n. A2011 – 242408 e n. A2011 –

308886 in ragione del duplice versamento dei relativi importi effettuato mediante due

bonifici bancari rispettivamente del 24 giugno 2011 e del 25 luglio 2011, come si evince

dalla causale riportata nella copia della distinta di pagamento allegata agli atti.

Nel contempo, l’istante richiedeva il rimborso dell’importo di euro 183,92, quale

somma dei canoni fatturati dal gestore nei mesi di aprile e maggio 2012, comunque

onorati a fronte di un servizio non piĂą usufruito, in quanto disdettato a decorrere dal

mese di marzo 2012, e richiedeva, altresì, l’emissione delle note di credito relative alle

fatture emesse dalla societĂ  BT Italia S.p.A. successivamente alla cessazione

contrattuale.

Mediante l’intervento di questa Autorità, l’istante chiede, pertanto: i) il rimborso

dell’importo di euro 932,22, quale somma degli importi addebitati nelle fatture

n. A2010 – 783121, n. A2011 – 171747, n. A2011 – 242408 e n. A2011 – 308886, giĂ 

onerate con il primo bonifico bancario del 24 giugno 2011; ii) il rimborso dell’importo

di euro 183,92, quale somma dei canoni fatturati nei mesi di aprile e maggio 2012; iii)

lo storno degli importi allo stato insoluti, fatturati a far data dal mese di marzo 2012 con

emissione delle relative note di credito; iv) il rimborso delle spese procedurali.

La societĂ  BT Italia S.p.A. non ha prodotto alcuna memoria o documentazione difensiva

nel termine previsto dall’articolo 16, comma 2, della delibera n.173/07/CONS.

II. Motivi della decisione

All’esito delle risultanze istruttorie, attesa l’insussistenza di alcuna fornitura del

servizio telefonico da parte della societĂ  BT Italia S.p.A. a decorrere dal mese di aprile

2012, in assenza di prova contraria, non risulta fondata qualsivoglia pretesa creditoria

vantata dalla predetta societĂ  successivamente al periodo di riferimento che possa

giustificare la fatturazione degli importi imputati a titolo di canoni.

Pertanto, sia la richiesta di rimborso dell’importo di euro 183,92, quale somma dei

canoni fatturati nei mesi di aprile e maggio 2012, pagati dall’istante a fronte di non

servizio non piĂą usufruito, che la richiesta di storno degli importi fatturati

successivamente alla cessazione contrattuale, allo stato insoluti, sono accoglibili.

Per quanto concerne la richiesta di rimborso dell’importo di euro 932,22, quale

somma degli importi addebitati nelle fatture n. A2010 – 783121, n. A2011 – 171747,

n. A2011 – 242408 e n. A2011 – 308886, si deve evidenziare, sulla base di quanto

acquisito agli atti, che l’istante ha effettuato due distinti bonifici bancari a favore della

società BT Italia S.p.A.; il primo, datato 24 giugno 2011, dell’importo di euro 932,22,

riferito alle suddette fatture ed il secondo, riportante data certa del 25 luglio 2011,

dell’importo di euro 1.353,05, riferito sempre alle predette fatture, in aggiunta ai due

conti successivi, nn.A2011 – 374371 e A2011 – 438589, come si evince dalle relative

causali di pagamento.

Orbene, il duplice pagamento da parte dell’istante degli importi fatturati nei

suddetti documenti contabili legittima il diritto dell’istante stesso alla ripetizione delle

somme percepite sine titulo, ai sensi dell’articolo 2033 del codice civile. In punto di

diritto, si deve rilevare che la Suprema Corte, III Sezione Civile, con sentenza n.1170

dell’11 febbraio 1999, tenendo distinti l’indebito soggettivo o ex persona e l’indebito

oggettivo o ex re, riconosce, riguardo a quest’ultimo, il diritto di ripetizione di quanto

prestato a chi ha effettuato un pagamento non dovuto, senza fare alcun riferimento al

requisito dell’errore del solvens, né alla sua scusabilità. Pertanto, prescindendo dalla

prova dell’errore del solvens, che viene comunque esclusa dalla rosa dei presupposti

dell’indebito oggettivo, poiché l’azione di ripetizione si fonda sic et sempliciter

sull’inesistenza di una valida causa dell’attribuzione patrimoniale eseguita dal solvens a

favore dell’accipiens, la Corte di Cassazione, con la sopra citata pronuncia, ha

confermato il consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo cui, in materia di

ripetizione di indebito oggettivo, incombe sull’attore l’onere di dimostrare i fatti

costitutivi del preteso diritto alla restituzione di quanto prestato, vale a dire l’avvenuto

pagamento e la originaria o sopravvenuta mancanza del titolo idoneo a giustificare la

solutio.

Al riguardo, nel caso di specie, la parte istante ha fornito prova di avere onorato con

il bonifico bancario emesso in data 25 luglio 2011 gli stessi importi giĂ  versati con il

precedente bonifico bancario del 24 giugno 2011 segnatamente alle medesime fatture, le

nn. A2010 – 783121, A2011 – 171747, A2011 – 242408 e A2011 – 308886.

Pertanto, in assenza di prova contraria, la richiesta di rimborso dell’importo di euro

932,22 è accoglibile, in considerazione del fatto che la parte istante ha dimostrato, oltre

al fatto materiale dell’avvenuto pagamento, l’inesistenza o comunque il venir meno

della causa debendi.

 

CONSIDERATO pertanto, che dagli atti del procedimento non risulta giustificata la

mancata ripetizione dei quanto percepito sine titulo, nonché la fatturazione di tutti gli

importi imputati a titolo di canoni a decorrere dal mese di aprile 2012, anche in assenza

dell’informativa prevista dall’articolo 3 della delibera n.126/07/CONS;

 

RITENUTO, per quanto sopra esposto, di dover accogliere l’istanza di parte

relativamente al rimborso dell’importo di euro 932,22, quale somma degli importi

addebitati nelle fatture n. A2010 – 783121, n. A2011 – 171747, n. A2011 – 242408 e

n. A2011 – 30888, al rimborso dell’importo di euro 183,92, quale somma dei canoni

fatturati nei mesi di aprile e maggio 2012, allo storno degli importi, allo stato insoluti,

fatturati a far data dal mese di marzo 2012 con emissione delle relative note di credito,

nonché alla corresponsione dell’importo di euro 100,00 a titolo di rimborso delle spese

procedurali sostenute dall’istante in considerazione del fatto che il tentativo obbligatorio

di conciliazione esperito presso il Corecom Marche si è concluso con esito negativo per

mancata adesione della società BT Italia S.p.A. e che l’utente non ha per contro

sostenuto spese per presenziare all’udienza svolta dinanzi all’Autorità;

RITENUTO che l’indennizzo e/o i rimborsi riconosciuti da questa Autorità

all’esito della procedura devono soddisfare, ai sensi dell’articolo 84 del codice delle

comunicazioni elettroniche, il requisito dell’equità, e pertanto tenere indenne l’istante

dal decorso del tempo necessario alla definizione della procedura;

VISTI gli atti del procedimento;

UDITA la relazione del Commissario Antonio Preto, relatore ai sensi dell’articolo

31 del “Regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità”;

DELIBERA

1. L’accoglimento dell’istanza formulata in data 24 maggio 2013 dalla Koinema, in

persona del legale rappresentante pro tempore sig.ra Spina.

2. La società BT Italia S.p.A. è tenuta a procedere alla regolarizzazione della posizione

amministrativa – contabile inerente all’ utenza in epigrafe, mediante lo storno degli

importi residui allo stato insoluti fatturati dal mese di aprile 2012 con emissione delle

relative note di credito ed il ritiro delle eventuali attivitĂ  monitorie e/o gestionali di

recupero crediti.

3. La società BT Italia S.p.A. è tenuta, altresì, a corrispondere all’utente, mediante

assegno o bonifico bancario, le somme così liquidate:

i) euro 932,22 (novecentotrentadue/22), a titolo di rimborso degli importi addebitati

nelle fatture n. A2010 – 783121, n. A2011 – 171747, n. A2011 – 242408 e n. A2011 –

308886, giĂ  onerate con il primo bonifico bancario del 24 giugno 2011, con

maggiorazione degli interessi legali a decorrere dalla data di presentazione dell’istanza;

ii) euro 183,92 (centoottantatre/92) a titolo di rimborso dei canoni fatturati nei mesi di

aprile e maggio 2012, con maggiorazione degli interessi legali a decorrere dalla data di

presentazione dell’istanza;

iii) euro 100,00 (cento/00) quale rimborso delle spese sostenute dall’utente stesso per

l’esperimento del tentativo di conciliazione e per lo svolgimento della presente

procedura, ai sensi dell’art. 19, comma 6, della delibera n. 173/07/CONS.

E’ fatta salva la possibilità per l’utente di richiedere in sede giurisdizionale il

risarcimento dell’eventuale ulteriore danno subito, come previsto dall’articolo 11

comma 4 della delibera n. 179/03/CSP.

Ai sensi dell’art. 19, comma 3, della delibera n.173/07/CONS il provvedimento di

definizione della controversia costituisce un ordine dell’Autorità ai sensi dell’articolo

98, comma 11, del decreto legislativo 1 agosto 2003 n. 259.

La società è tenuta, altresì, a comunicare a questa Autorità l’avvenuto adempimento

alla presente delibera entro il termine di 60 giorni dalla notifica della medesima.

Ai sensi dell’articolo 135, comma 1, let. b), del Codice del processo

amministrativo, approvato con d. l.vo 2 luglio 2010, n. 104, il presente atto può essere

impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in sede di

giurisdizione esclusiva.

Ai sensi dell’articolo 119 del medesimo Codice il termine per ricorrere avverso il

presente provvedimento è di 60 giorni dalla notifica dello stesso.

La presente delibera è notificata alle parti ed è resa disponibile sul sito web

dell’Autorità.

Roma, 25 luglio 2013